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Regola dei Monaci Benedettini
Prologo

Nel 1136 il vescovo di Bergamo, Gregorio, aveva fatto erigere in Vallis Alta, nella valle del Lujo, vicino a Bergamo, una chiesa in onore di San Benedetto e di avervi collocato dei monaci perchè vivessero nella regola monacale.
Dobbiamo qui ricordare che il quinto e sesto secolo sono ricordati dalla storia come tempo di grandi crisi economiche e sociali, conseguenza soprattutto delle invasioni barbariche. L'Europa si presentava sconvolta da tali innovazioni: la popolazione civile coinvolta in massacri e razzie, falcidiata da carestie e terribili epidemie; i nuclei urbani si svuotarono; le campagne furono riconquistate dalla foresta e dalla palude.
Le popolazioni indifese, sospinte dai tragici eventi abbandonarono le pianure per rifugiarsi verso le valli e le selve inaccessibili. E' in questo panorama di morte e tribolazione che vede la luce a Norcia, nel 480, San Benedetto. Egli, ad un mondo profondamente segnato dalla miseria e dalla crudeltà, non oppose la fuga nella contemplazione mistica, ma una piŁ equilibrata attività nella quale la preghiera si alternava con il lavoro. Impegnati nei voti perpetui di "castità, povertà e obbedienza" i monaci benedettini si diffusero nel vasto orizzonte dell'Europa desolata, dando vita ad un'intensa azione di apostolato della fede e del lavoro, unitamente ad un profondo impegno culturale, trasformandosi a seconda delle esigenze, in muratori, agricoltori, operai, artigiani.
A soli dieci anni dalla fondazione dell'abbazia, la notorietà dell'abbazia di San Benedetto in Vall'Alta si era talmente accresciuta anche fuori diocesi, e i suoi monaci godevano di tanta stima e considerazione, che il vescovo di Trento, Altemanno, con il consenso del patriarca di Aquileja, Pellegrino e dei canonici di quella città, volle che alcuni monaci di Vall'Alta andassero all'abbazia di San Lorenzo Martire, a Trento, per insegnare ai loro confratelli a condurre un'esistenza monastica nell'applicazione rigorosa della Regola benedettina.
Il monastero di San Lorenzo viveva infatti, come molti in quel tempo, un periodo di decadenza. Con atto del 14 luglio 1146 Altemanno nominò Oprando, abate di Vall'Alta, "Padre e Rettore" del cenobio trentino, determinando, con questa iniziativa, poi confermata anche dal suo successore Insurando, l'aggregazione della comunità monastica in riva all'Adige a quella di Vall'Alta. I monaci vallatesi ebbero per statuto il diritto di nominare l'abate del cenobio di San Lorenzo e la facoltà di correggerlo quando se ne presentava la necessità e di consigliarlo nei casi richiesti; il vescovo di Trento mantenne la giurisdizione temporale della chiesa e del monastero nonchè il diritto di ordinare gli abati.Fino ai primi decenni del XIII secolo fu un fiorire di iniziative e di acquisizioni portando il monastero di San Lorenzo ad essere una potenza "in Dextera Athesis". Dopo la morte del vescovo Vanga la situazione politica trentina si deteriorava definitivamente in una lotta fra principi vescovi e i conti di Tirolo, nella quale gli imperatori, incerti sulla via da seguire, appoggiarono ora gli uni, ora gli altri, contribuendo a far precipitare il paese in una situazione di crisi. Intorno al 1300, quando la morte di Mainardo II di Tirolo, porta ad un periodo di stasi nelle lotte e quindi ad una tendenza all'assestamento e alla ripresa economica, le premesse generali sono completamente cambiate: il potere Ć passato dai principi vescovi ai conti di Tirolo, che hanno eliminato la vecchia nobiltà locale fedele ai vescovi appoggiandosi alle nuove classi emergenti, la borghesia, i cittadini e la piccola nobiltà rurale. I maggioro ordini religiosi, e fra questi i benedettini di San Lorenzo, sono esautorati: il loro posto viene preso dai nuovi ordini dei Francescani e dei Domenicani usciti dalla riforma della chiesa. I benedettini dovettero quindi, per ragioni politiche dovettero cedere la loro bella chiesa di San Lorenzo ai Domenicani e spostarsi a Piedicastello facendo colà rinascere il monastero benedettino, dove risedettero fin verso la metà del secolo XIV.




 

Comitato in Dextera Athesis - Piazza S.Apollinare, 3 - 38100 TRENTO

Immagini di : AgF Bernardinatti Foto - Trento