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Regola dei Monaci Benedettini
Storia 2008

UN OSPITE D'ONORE: VIGILIO: UN SANTO, UNA CITTÀ
Le feste patronali della città di Trento hanno segnato quest'anno, i venticinque anni di vita e la Cena Benedettina non la si poteva fare senza avere come ospite proprio San Vigilio, terzo vescovo e martire tridentino assieme ai cosiddetti Martiri Anauniesi. Sisinio, Martirio e Alessandro erano nati in Cappadocia e, ancora giovinetti nel IV secolo vennero mandati a Milano per essere istruiti nella fede dal vescovo Ambrogio. Attratti dall'ideale missionario furono inviati al vescovo di Trento, Vigilio, che li destinò nel 387 ad evangelizzare l'antica regione dell'Anaunia, l'odierna Valle di Non. Dopo dieci anni a servizio della gente della valle, il 29 maggio del 397, furono trucidati in un rito, detto degli Ambarvali, durante una festa pagana di carattere agreste nella località di Mecla, oggi Sanzeno. I loro resti vennero raccolti con cura e amore proprio dal vescovo Virgilio, che però non cambiò il suo stile di pastorale evangelica: non solo perdona i responsabili del martirio dei suoi missionari, ma lui stesso intercede per loro chiedendo la grazia all'imperatore Onorio. Il gesto riassume tutta la linea pastorale del vescovo Vigilio: "Vincere soccombendo", come scrive in una lettera. Egli manda poi reliquie dei tre evangelizzatori a Costantinopoli, dove le accoglie san Giovanni Crisostomo; e a Milano, dove a riceverle c'è san Simpliciano, successore di Ambrogio. Nel XX secolo, Milano ha donato parte di quei resti alla chiesa di Sanzeno. Non sappiamo come sia morto Vigilio: un tardo racconto, che parla di martirio, non convince gli studiosi. Una leggenda del suo martirio dice che venne ucciso a zoccolate in Val Rendena; altre versioni dicono che la sua lapidazione prese il via da una zoccolata datagli da una donna.
I suoi resti sono custoditi nella cattedrale di Trento.
Le Feste Vigiliane custodiscono in sè anche una cifra di senso alla quale la Cena Benedettina, oramai da diciannove anni, reca un contributo decisivo. Ed il suo specifico consiste nell'offrire, volta a volta con la sua riflessione ed i suoi ospiti, una "lettura" della nostra comunità, un modo di stare insieme che viene percepito come l'intonazione profonda in grado di far emergere l'anima, il profilo della spiritualità della nostra terra. Era possibile, dunque, celebrare i venticinque anni delle Feste, intitolate a San Vigilio, senza San Vigilio?
Abbiamo ritenuto di no: abbiamo pensato che egli doveva essere in qualche modo evocato come il nostro ospite 2008 nel momento in cui una ricorrenza andava sottolineata nel suo significato. Per questo l'edizione 2008 della Cena Benedettina incrocia la loro orbita proprio nel cadere dei venticinque anni di feste vigiliane, nella convinzione che il celebrare senza ricordare sia segno di aridità spirituale.
E lo ha fatto affidandosi al teatro partecipato, riconoscendone quel potere evocativo in grado di superare il tempo e lo spazio e di rendere il passato un qui ed ora, entrando così nel nostro orizzonte emotivo.
Un'ora prima dell'inizio della Cena Benedettina, nella suggestiva atmosfera del 'grande refettorio' illuminato da 5600 candeline, la "Lauda Sacra" uscita dalla penna poetica di Fabrizio da Trieste e allestita dal Club Armonia per la regia di Renzo Fracalossi, con l'accompagnamento del gruppo vocale "Laurence Feininger" e del coro della Sosat ha dato il via alla ricostruzione della vicenda dei Martiri e del suo tragico epilogo.

La Cena Benedettina avrà luogo nell'aperto
refettorio anche in caso di maltempo


QUOTIDIANI




 

Comitato in Dextera Athesis - Piazza S.Apollinare, 3 - 38100 TRENTO

Immagini di : AgF Bernardinatti Foto - Trento