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Storia 2007

Alfa e Omega: il bisogno della poesia.
Il tempo che viviamo  quello della civiltà dell'immagine. È un tempo povero nel quale le parole e i gesti contano sempre meno. La parola tende a scomparire, ad essere relegata in secondo piano, al punto che quasi non si percepisce pi se non diventa urlo, litigio, chiasso mediatico.Eppure la parola è la facoltà prima di cui lĠuomo dispone per comunicare. Nel frastuono che ci circonda, in una omologazione che tende a cancellare la diversità delle lingue e delle parole per costringerci ad una uniformità fatta di qualche centinaio di vocaboli inglesi, sempre pi avvertiamo la nostalgia della parola detta, scritta, sussurrata alla quale affidare la nostra capacità di raccontare e commuovere. E cĠè una parola, più di altre che assolve a questo compito prezioso, che confina con lo spazio del sacro fino ad irrompervi; ed è la parola poetica: il verso che si fa interprete ed insieme specchio del nostro peregrinare, del nostro gioire e del nostro soffrire.Per questo abbiamo voluto che fosse qui con noi Franco Loi, la figura poetica italiana più potente di questi ultimi anni, un compagno di strada vigile ed esigente nel raccontare il nostro essere poca cosa nellĠinfinito vagare degli astri; ma anche un fratello straordinario che sa cogliere nel cuore di ognuno di noi la cifra della fragilitˆ ma anche della grandezza che scolpisce la nostra umanitˆ.Oggi, più di ieri abbiamo bisogno della parola, dellĠalfa e dellĠomega, e abbiamo bisogno, soprattutto, dei poeti. I poeti ci aiutano a vedere altri mondi, a pensare che la vita custodisce un soffio dĠinfinito, un desiderio di eternità che non  più così facile scoprire. I poeti, più degli altri, sono quelli che hanno esplorato il dolore umano e sanno dunque cogliere la sofferenza che sta in ognuno di noi: e riscattarla.Franco Loi  nato a Genova nel 1930, da una famiglia sarda. Vive a Milano dal 1937, adottandone il dialetto. È stato un importante critico letterario per -Il sole 24 ore- dalla fine degli anni '80, incoraggiando l'uso poetico dialettale. Il suo linguaggio poetico nasce dalla mescolanza di elementi linguistici di varia natura: gerghi, idioletti ecc., di area proletaria e contadina, spesso reinventati dalle esigenze espressive dell'autore. Dopo le raccolte I cart (1973) pubblicato su rivista, e Poesie d'amore (1974), si  affermato soprattutto con la raccolta Strolegh (1975). Sono seguite: Teater (1978), L'Angel (1981).



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Immagini di : AgF Bernardinatti Foto - Trento